Il governo Monti indossa guanti bianchi, ma impugna il machete per colpire fino in fondo le classi popolari, trasferendo, come prima e più di prima, la ricchezza prodotta da chi lavora ai profitti della grande borghesia finanziaria e industriale.
Se
il governo del padrone Berlusconi aveva massacrato i lavoratori con i
tagli della spesa pubblica, dei servizi sociali, dei diritti, delle
pensioni e dei salari, il governo Monti fa piazza pulita di quel poco
che restava con il massacro finale delle pensioni, la privatizzazione
dei servizi. con le tasse dirette e indirette (2.000 euro all’anno di
costo in più per ogni famiglia),
Monti
massacra non solo la classe lavoratrice, ma le classi medio basse con
misure che peggiorano la qualità del loro lavoro e dei loro redditi,
introducendo in tutti i settori la giungla capitalista: tutti contro
tutti. “Dividi e dominerai” dicevano gli antichi romani: è quello che
fa Monti per garantire le rendite alla classe padronale.
Il governo ha ora lanciato l’ultimo attacco ai diritti dei lavoratori: la ministra Fornero imbroglia le carte ma gli obbiettivi finali sono: cancellare o aggirare l’articolo 18 (un sacrosanto elemento di civiltà sociale), ridurre le tutele garantite dalla cassa integrazione, deresponsabilizzare le aziende che ristrutturano della sorte futura dei loro dipendenti, lasciati a se stessi, o, nel migliore dei casi, a un miserevole sussidio di disoccupazione. [continua]






































