Domenica 7 Febbraio a Firenze ore 10.00 in S.M.S. A. Del Sarto Presentazione di un progetto politico alternativo a centrodestra e centrosinistra in Toscana
UN' ALTRA TOSCANA E' POSSIBILE !
Le dichiarazioni del
candidato alla Presidenza della Regione Toscana EnricoRossi sui
termovalorizzatori (inceneritori), sul modello di sviluppo e sullo
stesso tema dei diritti, con l'apertura all'ipotesi di creazione dei
Centri di espulsione per gli immigrati (CIE), confermano la necessità
di costruire un'alternativa politica alle proposta del Partito
Democratico e non soloalla destra Berlusconiana, anche in Toscana.
Rossi non solo rappresenta la continuità con le
politiche portare avantidal Presidente Martini sull'ambiente e sulla
privatizzazione di beni comel'acqua, ma fa capire da subito che farà di
più e di peggio in quelladirezione e su altri temi come le grandi opere
e i diritti sociali.
Per questo motivo rafforziamo il nostro impegno per
una proposta politica alternativa che dia voce e metta a confronto le
tante esperienze diresistenza dei territori, della società civile e del
mondo del lavoro che si battono per un' Altra Toscana.
Uno spazio di confronto e di azione comune...
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Oggi
la nostra vita è più difficile e meno soddisfacente rispetto a 20 anni
fa: la precarietà è l’elemento costante della nostra vita; incertezza
nel lavoro, crisi sociali e economica, guerre, cataclismi naturali,
perdita di identità, il tutto con il tempo che scorre inesorabile, e
non basta mai, sia nel quotidiano sia nelle decisioni politiche,
creando ansia e pessimismo.
Di fronte a tutto questo proponiamo di difendere il valore delle
economie locali, quelle in grado di preservare i territori,
l'occupazione e le comunità che li abitano dalle distorsioni della
globalizzazione. I saperi tradizionali, la socialità, la memoria
storica, la manualità, le buone pratiche agricole e l'ecologia
dell'economia, a servizio degli uomini, sono sacrificate ad un'idea di
crescita senza limiti del mercato che ha già dimostrato la sua crisi.
Sacrificato è anche il nostro territorio che non ci appartiene più
perché sempre in continuo mutamento, costruzione, allargamento.
I governi, tanto di centrodestra che di centrosinistra, ancora
oggi inseguono e propongono un modello di società che sprofonda
nell’individualismo, nel rifiuto della pianificazione per ottenere
tutto e subito, nella prevalenza dei diritti sui doveri e sul rispetto,
nell’illusione della libertà. Da troppo tempo aspettiamo una politica
in grado di appropriarsi delle istanze ecologiste, della richiesta di
partecipazione, dell'attenzione ai posti di lavoro e ai diritti di
tutti, ma né il centrodestra né il centrosinistra hanno voluto e saputo
cogliere queste urgenze.
Cambia il linguaggio, cambia la forma, ma la sostanza rimane.
Per questo sentiamo il bisogno in Toscana di dare vita a una
lista per le prossime elezioni regionali che sia indipendente dai
poteri forti, economici e politici, rappresentati da centrodestra e
centrosinistra, che sia capace di costituire un punto di riferimento
per una proposta di chi non si riconosce nella logica del
bipolarismo italiano.
Tanto più che proprio la Toscana ha rappresentato, con i governi del
centrosinistra guidati dal PD, un laboratorio per speculazioni e
privatizzazioni che hanno ignorato le esigenze e i diritti della
popolazione e la tutela dell'ambiente.
Crediamo in uno spazio politico che faccia emergere diritti e
bisogni, dove i territori ritornano protagonisti di una democrazia
partecipativa.
E' un nostro dovere dare risposte alla grave crisi del lavoro
attraverso soluzioni che rispettino l’ambiente. Il cambiamento non è
più rinviabile.
Una Lista per un'Altra Toscana che difenda il territorio e i
servizi sociali come un Bene comune indisponibile alla logica del
profitto; che rimetta al centro della politica i bisogni e le esigenze
del lavoro, la sua difesa dalle ristrutturazioni aziendali, la difesa
del salario e del reddito disponibile per disoccupati e precari. Una
lista che si batta contro la privatizzazione dell'acqua, il dissesto
del territorio e l'inquinamento indiscriminato. Una lista che difenda e
allarghi i diritti civili e democratici, la libertà degli orientamenti
sessuali, la sovranità delle donne sul proprio corpo, la libertà di
espressione del dissenso, la laicità delle istituzioni pubbliche, a
partire dalla scuola
Una aggregazione fondata sulla politica come servizio e non come
professione. Una lista di cittadinanza fondata sui valori
dell'ecologismo, della democrazia partecipativa, del lavoro, della
difesa dei diritti di tutti e tutte, a partire dai migranti. Una lista
fatta di uomini e donne impegnate in prima persona che attueranno la
rotazione degli incarichi, un tetto agli emolumenti percepiti dagli
eletti (limitato agli stipendi medi). Con la possibilità di utilizzare
i fondi raccolti, sotto la supervisione di un Comitato etico, per
sostenere campagne pubbliche di informazione e iniziative per la difesa
dei territori e per un altro modello di sviluppo.
A tutti coloro che condividono questo sentire chiediamo di
sottoscrivere questo documento perché possa diventare il punto di
partenza di un percorso verso le prossime elezioni Regionali.
Domenica
17 Gennaio, a partire dalle ore 10.00 presso la S.M.S Andrea Del Sarto
in Via Luciano Manara,
assemblea
regionale tra i sottoscrittori dell’appello delle varie città toscane.
Documento conclusivo del Coordinamento
nazionale di Sinistra Critica - 19-20 dicembre 2009 (approvato all'unanimità)
Contro
la crisi, unire le lotte, rafforzare l'autorganizzazione, costruire una
nuova sinistra
1. La situazione politica
italiana continua a presentare una
instabilità crescente e una crisi di sistema che fa il paio con la più
grave crisi sociale ed economica del dopoguerra.
Il governo Berlusconi continua ad attaccare le
conquiste e i
diritti del mondo del lavoro, spalleggiando Confindustria e puntando ad
accentuare le divisioni tra i lavoratori, acquisendo la
complicità di Cisl e Uil (e Ugl) e tentando di isolare Cgil e sindacati
d base; attraverso continui provvedimenti di vero e proprio razzismo
istituzionale, veicolati in particolare dalla Lega Nord, alimenta una
guerra tra poveri, anche per nascondere e distrarre dalle
responsabilità vere della crescente crisi sociale; prosegue
progressivamente una politica di espropriazione dei beni
comuni, come dimostra la privatizzazione dell'acqua, e rende inagibili
le libertà individuali... [continua]
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